Il Primato Nazionale – Sinagra risponde a Repubblica: “Mai avuto la tessera della P2” 8 ottobre 2018 – Posted in: Ufficio Stampa

Roma, 8 ott – “Mai avuto la tessera della P2. Le fake news di Repubblica trovano il tempo che trovano. Rivendico la mia candidatura con CasaPound, perché è dalla parte dei deboli e difende gli interessi della Nazione”. Così il professor Augusto Sinagra risponde alle accuse del “solito” Berizzi, che delira di piduisti alla festa lombarda di CasaPound del prossimo 13 ottobre.

Quello che forse non è chiaro a questa gente è che io feci la domanda di adesione, poi la revocai. Molto tempo prima della data fissata per la cosiddetta iniziazione, e molto tempo prima del 17 marzo 1981, quando ci fu il famoso sequestro dei documenti di Licio Gelli a Castiglion Fibocchi. Questo risulta dagli atti della commissione parlamentare e risulta dalle testimonianze, tra gli altri, del generale dei carabinieri Picchiotti.

Perché le attribuiscono quel numero di tessera, allora?
Perché il “venerabile ragioniere”, perché quello era – un ragioniere – si era già aggiornato la lista della P2 in vista delle nuove iniziazioni. Io non l’ho mai vista, quella tessera. Non a caso, infatti, la commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Tina Anselmi sosteneva che probabilmente nell’elenco erano stati inseriti nominativi di persone che non avevano formalizzato alcun rapporto associativo. Io non sono l’unico caso, quindi.

Sebbene la mia difesa di Gelli durò poco – come racconto nel libro – ossia dall’aprile 1981 al settembre 1982, quando rinunciai al mandato difensivo perché Gelli aveva aggiunto alla lista dei suoi legali Wilfredo Vitalone, fratello del giudice Claudio, personaggi dai quali io volevo rimanere distinto e distante, il mio è soprattutto un libro di denuncia del clima persecutorio nei confronti di chiunque il cui nome fosse comparso in quell’elenco.

Ci spieghi meglio…
Stiamo parlando di persone per bene – perché nell’elenco non c’erano soltanto farabutti – che subirono le peggiori persecuzioni, le peggiori discriminazioni nella carriera, nella vita sociale. Il mio libro è una rappresentazione il più possibile vicino al vero di quel periodo di follia.

E qual è il monito per chi lo legge oggi?
Il monito è che le condanne sommarie non devono mai essere pronunciate. Specialmente da chi non è giudice.

Perché ha scelto di candidarsi con CasaPound Italia alle ultime elezioni politiche?
Perché ho condiviso in ogni parola il programma elettorale e politico di CasaPound. E’ un programma di sinistra. Un programma marcato da sensibilità sociale, rivolto alla difesa delle classi deboli, dei lavoratori. Un programma che esalta il lavoro, che si occupa degli ultimi e non delle oligarchie. Un programma che parla di mutuo sociale, di assistenza alle famiglie per favorire la natalità. Un programma di difesa degli interessi nazionali. E allora, se difendere gli interessi nazionali e difendere le classi deboli significa essere fascista, io sono mille volte fascista.

Augusto Sinagra è nato a Catania il 18 agosto 1941. Dal 1965 al 1980 è stato magistrato ordinario. Dal 1980 fino al 2013 è stato professore ordinario di diritto internazionale, prima, e diritto dell’Unione Europea, dopo, presso l’università La Sapienza di Roma. Ha tenuto corsi in molte università straniere. Dal 1999 è direttore della Rivista della Cooperazione Giuridica Internazionale. È autore di 201 pubblicazioni, tra cui diverse monografie tra le quali si segnalano Sovranità contesa (Giuffré, Milano, 1999), Diritto e Giustizia, Ragione e Sentimento (Aracne, Roma, 2004) e la seconda edizione del manuale Lezioni di diritto internazionale (Giuffré, Milano, 2016) di cui è coautore con il prof. Paolo Bargiacchi.
Ho difeso Licio Gelli: storia di un avvocato alla sbarra è edito da Altaforte Edizioni.

Articolo originale qui

« Barbadillo – “La nazione fatidica” di Scianca: una prospettiva di popolo per il sovranismo
Destra.it – Licio Gelli, la leggenda nera di un “venerabile” molto trafficone »