Blog.IlGiornale.it – Editoria identitaria, tra tradizione e futuro 26 novembre 2018 – Posted in: Ufficio Stampa – Tags: , , , ,

L’onda sovranista pare inarrestabile ma gli esiti non sono ancora del tutto scontati. Nonostante ciò, qualunque sommovimento politico di tale portata necessita di un marchio culturale, di una capacità non solo pratica ma teoretica di incidere nel profondo di ogni singola persona e di creare una egemonia, e non solo delle voci fuori dal coro. Per sovvertire un vecchio ordine, per elaborare non solo sul piano della propaganda questa contrapposizione tra popolo ed élite, che sembra la vera frattura del nostro tempo, è necessario – come sempre capitato nella storia – che vi sia un ampio e radicato lavoriò culturale. E a leggere bene nelle più intime pieghe, tutto questo è accaduto, e sta accadendo, anche se poco propagandato dal mainstream. Dietro il ribellismo politico si sta infatti palesando qualcosa agitatosi prima nelle profondità carsiche ed ora accompagnato da un consistente sforzo prodotto da nuove case editrici, libri e riviste.

Da poco è uscito il bel volume di Adriano SciancaLa nazione fatidica. Elogio politico e metafisico dell’Italia, con prefazione di Mario Giordano, nel quale l’autore ripercorre il senso della italianità lungo i secoli (da Roma a Dante, da Leopardi a D’Annunzio, dal Risorgimento a Berto Ricci). Il filo di una identità composita che ha avuto un suo primato nella storia umana dal quale poter ancora ricavare utili indicazioni per i tempi attuali e per le nuove sfide. Scianca dirige Il Primato nazionale, uno dei pochi mensili che, nel depresso panorama editoriale, riesce a vendere tantissime copie, ed inaugura con questo volume le pubblicazioni di Altaforte edizione «punto di riferimento per la diffusione di una cultura identitaria e non allineata che vuole dare voce ai vasti spazi al di fuori del pensiero omologato». Ma Altaforte, che si muove intorno al mondo di Casa Pound, non è un caso isolato.

Un’altra operazione da segnalare è quella della fiorentina Passaggio al Bosco, nata nel 2017 grazie ad un gruppo di giovani che con evidenti richiami jüngeriani già nel nome, vogliono «sussurrare l’eco di una ribellione interiore e di una resistenza spirituale al dominio della tecnica, oltre l’automatismo delle masse».

Anche la scelta dell’emblema è sofisticata con quei tre alberi sovrapposti che «rappresentano la stabilità del bosco in contrapposizione al nomadismo del deserto, il senso del limite oltre l’insensibilità dell’illimitato, il solido ancoraggio offerto dalla terra a dispetto del perenne movimento della sabbia». Nei primi mesi, Passaggio al bosco ha pubblicato un testo ogni trenta giorni, ma ha già triplicato le uscite.

Molti i classici del pensiero non conforme (Pound, Evola, Jünger) ma essenzialmente uno sguardo all’attualità, in specie sui concetti divisivi del nostro tempo come quello della identità (L’inganno antirazzista. Come il progressismo uccide identità e popoli di Stelio Fergola) o alle sempre trascurate questioni di politica estera. Spiccano, fra gli altri, saggi sul Donbass e sulla Corea del nord.

Infine, Edizioni La Vela che nasce a Viareggio, nel 2016, da un’idea di David Nieri che, con un catalogo di circa 20 volumi, si avvia ad inaugurare un ‘autunno caldo’. Usciti, a metà ottobre, un libro di Franco Cardini (Neofascismo e neoantifascismo), un saggio di Thierry Meyssan – la prima traduzione da parte della casa editrice –, ovvero Sotto i nostri occhi. La grande menzogna della “Primavera araba”. Dall’11 settembre a Donald Trump. A seguire, un’indagine storica su Cristoforo Colombo (Processo a Colombo. Scoperta o sterminio?) dello storico Antonio Musarra e poi la traduzione dell’importante Why Liberalism Failed di Patrick J. Deneen.

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