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Cartastràccia – Leonardo Da Vinci

CARTASTRACCIA

Il libraio di Altaforte racconta..

Capitolo 34 – Leonardo Da Vinci

Leonardo da Vinci. L’artista, l’inventore, lo scienziato. Il Genio.

Si è detto tanto, si è visto tanto eppure ancora non bastano le parole per descrivere l’immenso lavoro di questo italiano che a distanza di 500 anni dalla sua morte ancora fa strabuzzare gli occhi di fronte col suo Uomo Vitruviano, la Vergine delle Rocce, i bozzetti di macchine volanti e l’apoteosi di Ultima Cena e Gioconda.
E’ facile immaginarsi un uomo di tale tempra tutto serio, immerso nello studio e circondato da testi e tempere ma, si sa, al genio si accompagnano spesso riso e goliardia.

E allora eccolo, Leonardo da Vinci, che con la sua variopinta tonaca volteggia verso la porta di ingresso della sua casa e lancia d’improvviso un piccolo ramarro verde, con tanto di ali posticce, addosso agli amici in visita che, colti di sorpresa, ruzzolano sui ciottoli dell’ingresso tra le risa del Genio che si fa uomo.

Leonardo Da Vinci - altaforte edizioni

Genio universale. Questo era, ed è, Leonardo da Vinci.
Genio universale indissolubilmente legato all’Italia di cui è piena e pura espressione.

Del resto, da italiano, non poteva non incarnare lo spirito di quel popolo di artisti e d’eroi che il Fascismo ha glorificato nel marmo. E proprio grazie al Fascismo, quello che oggi qualcuno cerca di far passare come culturofobo, Leonardo da Vinci si impone definitivamente nell’immaginario collettivo.
Si crea, per quel magnifico uomo d’arte e di scienza, il più grande evento vinciano mai realizzato: la Mostra di Leonardo da Vinci e delle invenzioni italiane.
Vengono, in quel regime culturofobo e analfabeta, ricercati ed esposti dipinti, codici, disegni, modelli di macchine e, di fronte al mondo che ammirava in silenzio, a Leonardo da Vinci viene restituito il posto che gli spetta di diritto nella storia.
Nel mezzo della mostra, su un pannello, a caratteri cubitali campeggia un monito semplice e decisivo al tempo stesso: quello di non incancrenirsi nel passato ma di prenderlo per rendere vitale il nostro presente e il nostro futuro, per andare sempre più oltre.
P

erché gli italiani non sono imbalsamatori di un passato, ma siamo gli anticipatori di un avvenire.

 

Lorenzo Cafarchio

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