Ho difeso Licio Gelli
di Augusto Sinagra
Il racconto vero, circostanziato, suffragato da riscontri documentali e storici, di un uomo, un avvocato, finito alla sbarra per aver difeso Licio Gelli, “venerabile” maestro della loggia massonica Propaganda 2.
Ricordi, emozioni ed una sempre signorilmente celata sofferenza, sono sbattuti in faccia a servitori dello Stato, giornalisti e politici che hanno emesso il calvinista decreto di condanna. Una storia di vite segnate, quando non spezzate, non già perché protagoniste di atti delittuosi o illegale, ma per essersi trovate nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Questo libro non è l’elogio dell’ingenuità, ma un fragoroso richiamo a chi, per ruolo e status, è chiamato a vigilare sul rispetto dei principi giuridici che fanno grande una nazione.
Buona lettura!
La diffamazione, la calunnia.
“La diffamazione è più efficace quando essa è vaga, generica e confusa. Ed è il peggiore metodo diffamatorio perché difficilmente consente al diffamato di replicare in assenza di fatti specifici e circostanze definite”.
La citazione, tratta dal nuovo libro di Altaforte Edizioni, “Ho difeso Licio Gelli” di Augusto Sinagra, mette ben in evidenza uno dei concetti cardine del libro: la diffamazione, la calunnia nei confronti di veri o presunti avversari. Un metodo che spesso si è soliti usare in assenza di prove e di coraggio perché, come ben dice Ippolito Nievo, patriota, chi calunnia di solito è anche un vigliacco.
Il diritto della difesa
Da leggere.
“Sinagra, benché ancora troppo emotivamente coinvolto dagli effetti che la vicenda ebbe sul suo percorso umano e professionale, delinea con chiarezza i tratti di una storia sovradimensionata ad arte dal potere e dall’informazione omologata. Da leggere”
