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1984 sei tu

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Gabriele Adinolfi

17,60

Descrizione

1984 sei tu. Gabriele Adinolfi rilegge Orwell

La pandemia mondiale, l’infopandemia, lo stato d’emergenza, il controllo tecnologico e la supposta dittatura sanitaria hanno riportato alla ribalta la distopia orwelliana che annunciava il dominio del Grande Fratello.

L’autore va controcorrente nell’interpretazione del dispotismo globale che non considera una dittatura che minaccia la democrazia, bensì la quintessenza della democrazia che intende spiritualmente, filosoficamente e politicamente come tirannide.

Rilegge le profezie emerse dal disincanto del radicalismo democratico e le raffronta con lo sguardo di Nietzsche, Guénon, Evola e Jünger indicando la mentalità che ritiene giusta per annullare l’angoscia del domani e scacciare i fantasmi che, a suo avviso, sono il prodotto della nostra psiche non più ordinata, appunto democratizzata, che partorisce mostri distopici, e disintegrazione delle coscienze e, quindi, della società e della politica. Un pensiero tragico ma tutt’altro che disfattista.

Prefazione:

Secondo il suo biografo Bernard Crick, Orwell detestava gli intellettuali «criptocomunisti» lontani dal popolo e dalle sue reali esigenze. Riteneva che già le masse fossero ipnotizzate e manipolate dalla stampa scandalistica e pornografica, per cui 1984 poteva rappresentare la constatazione di processi già attivi anche se non del tutto portati a compimento nel mondo del capitalismo avanzato, più che un’accorata condanna di una forma di dominio comunista, proiettata, per ragioni letterarie, in un futuro da incubo. Il Crick inoltre sostiene che Orwell fosse sostenitore di una «terza via» europea, alternativa alle due superpotenze all’epoca egemoni.

Giuseppe Scalici

Postfazione:

Già nel primo ventennio del XVII secolo Francis Bacon scriveva degli idola specus, sorta di caverna privata nella quale sono coltivati i pregiudizi che nascono dalla educazione ricevuta, dalle abitudini individuali, dalle esperienze casuali. Bisogna riconoscere che i giudizi che emettiamo senza troppo riflettere vengono proprio da questa particolare caverna. Ma già per Platone «il primo nemico sei tu», nel senso che «in te» alberga l’«anima desiderante» e l’anima timica che si oppongono entrambe, sia pure in modo diverso, a ogni disciplinamento, il «principio del piacere» e «il piacere della lotta», come antagonisti del lògos, l’«anima razionale».

Francesco Ingravalle

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