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Atena Custode del Limite

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Thibault Mercier

14,25

Descrizione

Atena, nella Tradizione europea, è la custode del limite: nel proteggere la città, ci rammenta il senso del confine. Essendo la Dea della Sapienza, ci invita anche a meditare sulla finitezza dell’uomo, rimarcando ciò che lo identifica e – di conseguenza – lo differenzia: perché esistere, a dispetto di quanto affermino i paladini del livellamento globale, è distinguere il Sé dall’Altro, evidenziare un dentro e un fuori, includere ed escludere, scegliere e discriminare.

Senza sosta, nel mainstream, sentiamo parlare di “sessismo”, “razzismo”, “omofobia” e “transfobia”: queste accuse – mosse per escludere arbitrariamente le voci dissonanti – minacciano chi si limita ad osservare l’ovvietà della differenza. Per i censori del pensiero unico – infatti – è necessario riconfigurare la realtà: sopprimere i sessi, negare le razze, superare le alterità e imporre la mescolanza globale funzionale alla dissoluzione delle comunità, dei popoli e delle tradizioni. Questo feticismo della tolleranza, subdolamente veicolato in nome di una chimerica “lotta alle discriminazioni”, decostruisce le identità e le coscienze, aprendo le porte ad un individuo fluido, astratto ed intercambiabile che – sottomesso al mercato – condivida le stesse leggi, gli stessi gusti, la stessa morale e lo stesso linguaggio in ogni angolo del globo.

Possiamo davvero illuderci di ignorare o cancellare ciò che ci distingue? La risposta è in queste pagine. Dinanzi al più feroce attacco culturale e antropologico della storia – dunque – è necessario ridefinire i contorni di un Diritto, ribadendo l’assoluta ineluttabilità di un Dovere: preservare le identità dei popoli radicati.

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