CANNONI E CILIEGI IN FIORE. Il Giappone Moderno

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Mario Appelius (1892 – 1946) è stato uno dei più apprezzati giornalisti e conduttori radiofonici italiani. Grande e documentato viaggiatore, iniziò fin da ragazzo a vagabondare fra Egitto, India, Indocina, Filippine e Cina. Varie attività, affari, situazioni in giro per l’Asia e l’Africa ne favorirono la maturazione imprenditoriale, artistica e personale tanto che, a soli vent’anni, aveva già visitato tre continenti, sempre in bilico tra povertà e benessere. Mentre si trovava in Africa negli anni Trenta come interprete di un’esplorazione, Il Popolo d’Italia gli offrì una corrispondenza. Da allora cominciò la sua carriera di scrittore di successo, grazie alla vena artistica che lo contraddistingueva per le sue fantasiose e forbite descrizioni delle città, dei popoli e degli stati che andava visitando nei cinque continenti. Nel 1930 fondò il Mattino d’Italia di Buenos Aires che diresse fino al 1933. In seguito fu corrispondente di guerra de Il Popolo d’Italia in Etiopia e in Spagna. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu radiocommentatore; era la sua voce a ripetere alla radio italiana il motto: “Dio stramaledica gli Inglesi!”.

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Descrizione

Pubblicato per la prima volta nel 1941, Cannoni e ciliegi in fiore è un reportage di viaggio dalla duplice anima: alla descrizione estremamente dettagliata del Giappone un osservatore minuzioso, Mario Appelius, accompagna un’analisi lucida e puntuale del cara ere, della religione e degli aspetti sociali di un paese che era ancora assai poco conosciuto da un Occidente che pure ne era già incuriosito e attratto. Aspetti che, tra l’altro, solo più tardi verranno confermati da altri viaggiatori e reporter, privando però la il loro ritratto della liricità e dell’enfasi che rendono questo testo unico nel suo genere. Per la prima volta dal Dopoguerra viene riproposto proprio nel momento in cui il legame ideale tra Italia e Giappone può essere considerato più forte che mai.

“Volete fare del Giappone un quadro grottesco? La vita giapponese vi offre cento spunti per far ridere il mondo occidentale sul Giappone. Volete farne invece un paese sublime? Il Giappone v’offre innumerevoli elementi e soggetti di sublimità. Il Giappone può essere visto tragicamente, liricamente, filosoficamente, buffonescamente restando sempre nel vero”.

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