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D’Annunzio in libertà

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Pietro Cappellari

11,40

Descrizione

Con il Centenario dell’Impresa di Fiume è scoppiato nuovamente il “caso d’Annunzio”, annunciato da titoli altisonanti, libri patinati e contributi cinematografici. Quell’intellighenzia antifascista che tiene in ostaggio la nostra cultura e che in oltre 70 anni di mistificazioni non è riuscita a cancellare il Poeta-eroe dal dibattito storico e politico, sembra aver adottato una nuova formula: la disinformatja.

Se ancora non si possono abbattere le statue di d’Annunzio – infatti – si è trovata una “scappatoia” per far fronte all’aurea di eroismo che rifulge dalla vita del Poeta della Nazione italiana: orchestrare quell’operazione “nebbiogena” e politicamente corretta che, sfruttando dettagli secondari e manipolandone altri, tenta di offrire all’opinione pubblica un d’Annunzio defascistizzato e “presentabile”, arrivando addirittura ad arruolarlo nelle fila del sistema democratico o dell’antifascismo di mestiere. Forse un po’ troppo per un Uomo schierato a suo tempo nel Pantheon degli eroi e dei precursori del Fascismo.

Questo piccolo studio – necessaria appendice a quanto già esposto altrove – vuole riportare il dibattito alla realtà dei fatti: citare le fonti, analizzare i documenti, studiare la storia. Non un “inno alla sopravvivenza” nel periodo decadente della Cancel culture, ma un “manuale d’assalto” che fotografa – senza filtri – una stagione incendiaria e irripetibile, la cui azione e la cui estetica sono tra le colonne portanti di quella che passò alla storia come la Rivoluzione fascista.

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