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Democrazia Futurista

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Filippo Tommaso Marinetti nasce ad Alessandria d’Egitto il 22 dicembre 1876. Alcuni anni dopo si stabilisce a Milano con la famiglia. Dopo aver conseguito il baccalaureato a Parigi si laurea in Legge nel 1899. Vicino all’area politica socialista non vi aderisce appieno per via delle sue idee nazionaliste. Il 20 febbraio del 1909 pubblica su Le Figaro il Manifesto del Futurismo : 11 punti che conglobano tutte le arti, il costume e la politica, facendone l’unica avanguardia poliedrica. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale Marinetti e i futuristi si proclamano interventisti. Nel Dopoguerra viene stipulato un programma politico futurista. È in questo periodo, nel 1919, che compone Democrazia Futurista. Il suo programma politico affascina Mussolini, che fa suoi molti dei punti del manifesto, anche se verrà accusato da Marinetti di reazionarietà e passatismo. Il 2 dicembre 1944, Marinetti muore a Bellagio sul Lago di Como a causa di una crisi cardiaca.

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Descrizione

Marinetti si fa artefice di nuove idee e proposte per il rinnovamento dell’Italia contenute nei ventisei punti (o capitoli) di Democrazia futurista. Il testo si avvia riferendosi, più che al più noto Manifesto del futurismo, al precedente Manifesto del Partito Politico Futurista Italiano pubblicato l’11 febbraio 1918. Se si dovessero sintetizzare con una parola le proposte marinettiane, questa sarebbe senz’altro rivoluzione, riassunta nella formula “conflagrazione futurista”. Una rivoluzione contro la classe dirigente che governava il paese e regolava la vita italiana ridotta “a una convivenza cretina di quadri d’antenati e di una lurida servaccia”, la necessità della rivoluzione nasceva per superare il sistema di governo democratico. Tale rivoluzione doveva segnare una netta cesura con il passato poiché “noi non dobbiamo nulla al passato”. Marinetti si scaglia contro la tradizione colpevole di essere un freno allo sviluppo del paese e della nuova classe dirigente: la borghesia, vera potenza produttiva del lavoro.

“L’Italia, che non potrà mai vincere tutte le concorrenze nell’agricoltura, nel commercio e nella industria, deve invece conquistare il suo primato assoluto nel pensiero, nell’arte, nella scienza”.

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