Il cinema tedesco del Terzo Reich – Leni Riefenstahl

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Sonia MicheIacci

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Descrizione

C’era un volta una bambina che sognava di diventare ballerina, una ballerina che voleva diventare attrice, una attrice che si innamorò della regia e infine una regista che incontrò il Führer e diventò la migliore. Così potremmo riassumere la storia di Leni Riefenstahl, “La più grande regista mai esistita” come è stata definita da Quentin Tarantino in una intervista rila- sciata al Der Spiegel nel 2009. Il destino ha voluto che Adolf Hitler si innamorasse della sua “danza sul mare” in La Montagna dell’Amore, e che la sua strada si incrociasse con quella del Nazionalsocialismo: questo ha rappresentato per le coscienze democratiche un problema tale che per molti anni, nel dopoguerra, Leni Riefenstahl è stata relegata all’oblio. Non im- portava quanto fosse grande il suo genio artistico, occorreva dimenticare la regista di Hitler. Per anni è stata sottoposta a processi di denazificazione e ad umiliazioni di ogni tipo, ma Leni Riefenstahl non ha mai rinnegato la sua fascinazione per il Führer: una fedeltà che non le è mai stata perdonata. Nonostante ciò alla fine, si è dovuto riconoscere che la sua arte filmica ha rappresentato “un sfida intellettuale” che nessuno è mai riuscito ad eguagliare: come Mas- similiano Studer ha osservato “Olympia e Triumph des Willens rappresentano in pieno tutta l’estetica del Novecento tanto da essere, ancora oggi, utilizzati e citati da molti registi”. Non possiamo che essere d’accordo con Gianni Rondolino quando dice che “Leni Riefenstahl fa parte integrante della cultura del Novecento”.

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