Il Primato Nazionale #28

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Gennaio – 2020

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Descrizione

Nel novembre scorso, l’istituto BiDiMedia ha realizzato un interessante «sondaggio ucronico»: se fossimo nel 1983 (cioè l’ultimo anno in cui ancora non esisteva nessuno dei partiti di oggi), chi votereste? Ebbene, il risultato della rilevazione è stato sorprendente: il partito più votato era il Movimento sociale italiano. La percentuale delle preferenze (19,6%), peraltro, non fu mai neanche lontanamente lambita dalla compagine di Giorgio Almirante. Segno inequivocabile che, nella società italiana, in 35 anni qualcosa è cambiato. Radicalmente. Di qui la decisione del Primato Nazionale di dedicare copertina e focus all’eredità politica del Msi, quel partito che nella Prima Repubblica veniva trattato come un appestato ma che oggi, agli albori della Terza, sembra diventato maggioritario.

In sostanza, ci siamo chiesti, qual è il destino della «destra» nell’epoca del sovranismo e della politica liquida? È a partire da questa domanda decisiva che si dipana il corposo focus del mensile. Che analizza l’avventura del Msi attraverso la sua storia (G. Adinolfi e A. Pannullo), gli scenari futuri della sua proiezione attuale (A. Rapisarda) e le voci di tre eredi di quell’esperienza: Simone Di Stefano (CasaPound Italia), Maurizio Gasparri (Forza Italia) e Francesco Storace (Fratelli d’Italia). Tre politici che, prima dello scioglimento del 1995, hanno tutti militato sotto le insegne della fiamma ma che, alla fine, hanno scelto strade diverse, sempre però nella convinzione di incarnare al meglio l’eredità del Msi. Come scrive il direttore Adriano Scianca nel suo editoriale, i due mondi della destra e del sovranismo «devono parlarsi e colmare l’uno le lacune dell’altro. Crescendo insieme e, magari, superando un certo reazionarismo straccione che sembra essere la comune malattia, senile dell’uno e infantile dell’altro».

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