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LA CATASTROFE DELL’EUROPA

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Francesco Boco nasce a Belluno nel 1984, ha conseguito la laurea specialistica in filosofia a con una tesi su Heidegger e Spengler e da diversi anni scrive articoli di cultura, politica, attualità su varie riviste e quotidiani. Ha collaborato con Orion, Letteratura-Tradizione, Eurasia, Occidentale, Il Fondo, Il Secolo d’Italia, Linea, Polaris etc. Ha tradotto dal francese e curato il libro di Guillaume Faye Per farla finita col nichilismo. Heidegger e la questione della tecnica (SEB 2007). Nel 2016 è stato pubblicato il suo primo libro Visioni della crisi – Spengler e Heidegger (Avatar editions). È tra i fondatori dell’iniziativa editoriale metapolitica Polemos. Attualmente collabora con la rivista Il Primato Nazionale.

20,00 17,00

Descrizione

L’occidentalizzazione del mondo che ha accelerato il proprio avanzamento nei primi anni del XX secolo conosce uno sviluppo tale da fagocitare ogni cultura e ogni storia. Oggi però alcune nazioni consapevoli e gelose della propria bio-specificità cercano di tenere testa a un processo che da più parti viene presentato come ineluttabile e irreversibile.

Nel momento in cui risulta sempre più evidente che gli attori della storia mondiale sono le civiltà o i grandi agglomerati continentali, l’Europa sembra collocarsi ai margini degli eventi, in posizione di soggezione.
L’intero Mediterraneo è attraversato da guerre, rivolte, instabilità, crisi e flussi immigratori che sembrano senza precedenti ed è chiaro che tutto ciò finisce col riflettersi sul Vecchio Continente. L’incapacità dell’Europa di spezzare tutti i condizionamenti esterni dipende da un vuoto ontologico che si è andato approfondendo nel corso della sua storia. Offuscato e smarrito il legame con il suo essere autentico, l’Europa si è allontanata da se stessa divenendo qualcos’altro. Il destino storico però è fatto dalle decisioni degli uomini e niente è fissato una volta per sempre. Tutto è ancora possibile.

L’Europa è il passato?
Più precisamente, è un passato, che ci corre incontro dall’avvenire come uno dei destini possibili che si aprono alla nostra scelta storica.
Anzi, in realtà è proprio quello della scelta storica, perché in che altro consiste la specificità europea se non in una scelta-per-la-Storia, rispetto alle culture astoriche, le culture che ne sono state semplicemente preda, e soprattutto il Sistema che oggi vuole la sua fine, in vista di un Brave New World volto a porre l’ultima parola sull’avventura umana?

dalla postfazione di Stefano Vaj

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