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Vademecum del detenuto

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di Gilberto Cavallini ed Erminio Colanero

11,00

Descrizione

Che cosa sia, IN REALTÀ, il carcere, la gente comune non lo sa! Per i più non è soltanto un posto dove si sconta una pena ma, secondo i casi:

— una sorta di albergo con le porte girevoli (“tanto li mettono fuori subito”, lamenta il “benpensante”)

— una discarica dove vengono gettati quei soggetti che la società dei consumi reputa inutili perché improduttivi e dannosi

—  il luogo dove si concentrano tutti i vizi e le malefatte del mondo.

I “benpensanti” non immaginano nemmeno lontanamente quanto sia facile entrare in carcere e quanto sia lungo e scrupoloso l’iter che porta alla concessione di una misura alternativa o di qualsiasi altro beneficio penitenziario.

Coloro che considerano la società colpevole di sbarazzarsi dei soggetti improduttivi dimenticano la responsabilità individuale. Nel terzo caso, invece, il carcere viene visto e considerato come un girone dantesco (dell’Inferno, ovviamente) e coloro che vi entrano, delinquenti irrecuperabili, dimenticando che, fino al giorno precedente erano cittadini normali, con la loro vita e la loro famiglia, con i loro pregi e i loro difetti, insomma persone qualsiasi, magari considerate per bene, che all’improvviso diventano “mostri” da sbattere in prima pagina o da citare nei telegiornali.

Detto questo, il VADEMECUM non è stato scritto solo per chi entra in carcere per la prima volta, ma per tutti quelli che,  ricaveranno da queste pagine la descrizione della vita e delle regole di un posto che non è un albergo a cinque stelle e neppure un inferno, ma una realtà nella quale si trovano a convivere, PROPRIO COME ALL’ESTERNO, persone di etnie e culture diverse, agnostici e credenti, umili e prepotenti, guardie e ladri, volonterosi e menefreghisti ecc.

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