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“Ragione e tradimento. Strage di Ustica, quaranta anni di verità nascoste”di Luigi Di Stefano – Leggi l’articolo!

In arrivo un’altra novità in casa Altaforte,
Il #librodiottobre sarà:

Ragione e tradimento

Strage di Ustica, quaranta anni di verità nascoste

di Luigi Di Stefano

 

Il 27 giugno del 1980, alle ore 20.59, il Douglas DC-9 della compagnia Itavia, volo di linea IH870, sparì dai radar, in prossimità di Ustica, con tutto il suo carico.
Da quel giorno una commissione parlamentare di inchiesta, migliaia di pagine per perizie tecniche, decine di periti incaricati, centinaia di udienze in tribunale, decine di ipotesi di reati e di indagati.
Luigi Di Stefano, perito sul caso dal 1989 al 1999, ci racconta tutte le verità nascoste.

Aspettando il libro..

Vi sveliamo retroscena, anomalie e fake news che non hanno permesso in questi quaranta anni di ricostruire la realtà dei fatti e lo facciamo attraverso gli occhi dell’autore, uno dei massimi esperti. 

Se anche tu come noi vuoi capire cosa sia realmente successo il 27 giugno a bordo del Douglas-9 di Italvia, seguici in questo viaggio. 

Buona lettura!

Arrivo in aeroporto.

20.08, 27 giugno 1980. Il volo IH870 parte da Borgo Panigale, diretto all’aeroporto di Punta Raisi (PA)

21.04. Chiamato per l’autorizzazione all’atterraggio previsto per le 21.13, il volo IH870 non risponde e compare sui radar.

21.25. Il Comando del soccorso aereo di Martina Franca assume la direzione delle operazioni di ricerca, allertando il soccorso aereo.

21.55. Decolla il primo HH-3F per perlustrare l’area presunta dell’eventuale incidente. L’aereo viene dato per disperso.

28 giugno 1980. Vengono trovati i primi resti dell’aereo e i primi corpi. Degli 81 passeggeri, di cui 13 bambini, vennero recuperate solo 38 salme.

Anno 2019. Bomba? Missile? Collisione? A distanza di quasi 40 anni ancora nessuna certezza

Check in.

81 morti
13 bambini
38 corpi recuperati
Tante ipotesi, nessuna certezza.

Cosa sarà successo veramente?

Controllo sicurezza.

29 aprile 1981.
Neanche un anno da Ustica.

La magistratura comincia ad acquisire la documentazione, fra cui i famosi nastri radar nei quali c’è un tizio che sembra proprio la stia facendo, la guerra elettronica.

Ma ancora nessuno lo sa.

Imbarco.

Osservazioni dei consulenti di Parte civile sulla Perizia tecnica del 1994 e altro:

“Potrebbe essere stata una bomba, ma con qualche dubbio.
Potrebbe essersi sfasciato da solo, ma con alcuni dubbi.
Potrebbe anche essere stata una «quasi collisione». In teoria è possibile.
L’unica cosa certa è che non è stato un missile. Su questo non ci piove.
Perché? Ma è ovvio, sul relitto non ve ne è traccia”.

Insomma la monumentale Perizia tecnica si rivela per quello che è: giuridicamente «sterile».

Nessun tribunale potrebbe affrontare un processo dove la causa del disastro è indeterminata.

Quale sarà la verità?

Decollo. Si parte.

“L’aereo Itavia è esploso in aria mistero sulle cause del disastro”
“Il disastro dell’aereo Bologna-Palermo: L’Itavia prima parla di bomba, poi fa marcia indietro con il ministro”. Esploso in volo”
“Piombato in mare senza un segnale, l’Itavia fa ipotesi del sabotaggio”
“Ustica, vergogna di Stato”
“Dc 9 dell’Italvia con 81 persone s’inabissa in mare presso Ustica”

Mille ipotesi, notizie e fake news.
Quaranta anni alla ricerca della verità dei fatti.

“Buon volo!”

«A quaranta anni di distanza dalla tragedia di Ustica, non esiste una causa concordemente accettata. Quando l’ipotesi di una bomba a bordo divenne residuale, improbabili scenari di battaglie aeree in cielo italiano, costrinsero gli inquirenti a “ripassare dal via”.»

Luigi Di Stefano, perito sul caso dal 1989 al 1999, ci racconta come e quante volte magistrati e tecnici siano stati costretti, o abbiano scelto, di “ripassare dal via”, prigionieri, o artefici, un una ragion di stato che ha, a più riprese assunto i contorni del tradimento di un Popolo.

luigi di stefano

«Gua..»

È raro che un aereo civile che vola in «crociera» precipiti improvvisamente, senza inviare un allarme e senza che nel Voice data recorder, che registra le voci dei piloti, non resti qualche frase mentre l’aereo precipita.


In questo caso resta solo una parola tronca: «Gua..», a indicare che l’evento è accaduto in decimi di secondo.

“Ci manca solo che siano stati i marziani.”

L’Affaire Ustica nel corso degli anni è diventato per l’opinione pubblica di incredibile complessità perché sono state fatte decine (o centinaia) di «ricostruzioni» fatte pescando qua e là in documenti giudiziari, articoli di giornale, dichiarazioni più o meno fantasiose e via dicendo, per cui sono stati gli americani, sono stati i francesi, è stata la Nato, sono stati gli israeliani… ci manca solo che siano stati i marziani.

Questo anche a causa dell’estrema indeterminatezza dell’inchiesta lunghissima, della «richiesta di rinvio a giudizio» di cinquemila pagine ma su cui il processo è finito in niente, del milione di fogli in archivio per arrivare a niente.

ustica

«Scusi, ma secondo lei i missili ce li hanno solo gli americani?»

«Scusi, ma secondo lei i missili ce li hanno solo gli americani?»
«Perché, lei si intende di missili?»

Comincia così una telefonata a F.S. di Repubblica, che aveva scritto un articolo su una «perizia» di pubblico ministero che individuava il missile responsabile dell’abbattimento nello Aim9 sidewinder di produzione USA perché lasciava buchi come i pompelmi.

Mi sembrava una baggianata trovare il missile con riferimenti ortofrutticoli! E i meloni?

E alla fine?

“All’opinione pubblica arriva solo la narrazione del complotto Nato continuamente rinfocolata con nuove «rivelazioni».
Per i più creduloni c’è ancora il «volo di Gheddafi» con la sua Guardia del corpo fatta di femmine. L’harem! Una parte politica nel complotto Nato ci sguazza dentro, l’altra parte si allinea sulla bomba nella toilette. Nessuno chiede di più”.

Milione di fogli in archivio per arrivare a niente.

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